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ASCO e CAP consigliano di testare per HER2 tutte le pazienti con cancro al seno invasivo


Il College of American Pathologists ( CAP ) e l'American Society of Clinical Oncology ( ASCO ) hanno formulato una comune linea guida volta a migliorare la precisione del test per il recettore 2 del fattore di crescita dell’epidermide umano ( HER2 ) in pazienti con carcinoma mammario invasivo.

L'aggiornamento della linea guida si basa su una revisione sistematica della letteratura medica, fornendo a oncologi e patologi raccomandazioni dettagliate su come verificare l'iperespressione di HER2, interpretare i risultati, e raccomandare terapie mirate a HER2.

Circa il 15% di tutti i tumori al seno di nuova diagnosi è HER2-positivo, il che significa che i tumori hanno copie extra del gene HER2 e/o alti livelli della proteina HER2, che controlla la crescita e la diffusione delle cellule del tumore mammario.
I tumori HER2-positivi di solito crescono più velocemente rispetto ai tumori HER2-negativi.

Lo scopo del test per HER2 è quello di identificare le pazienti che potrebbero beneficiare di efficaci terapie HER2-mirate, come Trastuzumab ( Herceptin ), Lapatinib ( Tykerb ), Pertuzumab ( Perjeta ) e T-DM1 ( Kadcyla ).

Questi trattamenti possono migliorare sostanzialmente la sopravvivenza nelle pazienti con tumore alla mammella invasivo HER2-positivo.
È quindi importante determinare con precisione lo stato di HER2 per fare in modo che alle pazienti con più probabilità di trarre beneficio venga offerto un trattamento HER2-mirato.
Allo stesso tempo, le pazienti che difficilmente ne trarranno un beneficio possono evitare gli effetti collaterali ed i costi associati a tali farmaci.

I due metodi approvati dalla FDA ( Food and Drug Administration ), attualmente in uso negli Stati Uniti, per testare HER2 sono prove immunoistochimiche ( IHC ) e ibridazione in situ ( ISH ).
Le prove IHC valutano quanta proteina HER2 è presente sulla superficie delle cellule tumorali, mentre il test ISH misura il numero di copie del gene HER2 presenti all'interno di ogni cellula tumorale.

La linea guida originale era incentrata su IHC e sulla ibridazione in situ fluorescente ( FISH ), mentre la linea guida aggiornata aggiunge raccomandazioni per una tecnica diagnostica più nuova nota come ibridazione in-situ in campo chiaro.
Questa tecnica valuta anche l'amplificazione del gene HER2 e utilizza un microscopio ottico regolare invece di un microscopio a fluorescenza. Alcune fonti di variabilità possono essere ridotte con questa tecnica e la componente invasiva può essere più facilmente identificata usando la microscopia in campo chiaro.

La linea guida raccomanda quanto segue:

a) verificare sempre lo stato di HER2 su tutti i tumori al seno invasivi di nuova diagnosi ( sito primario e/o sito metastatico );

b) assicurarsi che almeno un campione di tumore venga testato per l'espressione della proteina HER2 ( IHC ) o per l'amplificazione del gene HER2 ( ISH );

c) discutere il ruolo della terapia HER2-mirata se il test HER2 è risultato positivo e se non vi è apparente discordanza istopatologica con il test HER2;

d) rimandare la decisione di raccomandare la terapia HER2-mirata, se il risultato del test HER2 è equivoco. Dovrebbe essere eseguita una nuova analisi obbligatoria sullo stesso campione usando il test alternativo se il risultato iniziale del test HER2 è equivoco o su un campione alternativo.

e) non somministrare la terapia HER2-mirata, se il risultato del test HER2 è negativo. Se non vi è apparente discordanza istopatologica con il risultato del test HER2, devono essere presi in considerazione ulteriori test HER2.

f) segnalare un risultato del test HER2 come indeterminato se problemi tecnici impediscono l’esecuzione di uno o entrambi i test ( IHC e ISH ) in un campione del tumore, o impedire che il test ( o i test ) sia segnalato come positivo, negativo o equivoco.

In casi rari, può essere difficile stabilire con certezza se il risultato è positivo o negativo.
Se ulteriori test su altri campioni di tessuto non sono possibili, patologi e oncologi dovrebbero prendere in considerazione tutti i dati clinici disponibili sul paziente prima di raccomandare la terapia HER2-mirata.

Secondo i ricercatori del ASCO/CAP HER2 Testing in Breast Cancer Panel, il numero di pazienti con risultati del test HER2 equivoci era piuttosto alto in passato; tuttavia, nuove evidenze indicano che la qualità dei test HER2 sta migliorando e la frequenza di risultati equivoci ed imprecisi sta diminuendo. ( Xagena2013 )

Fonte: American Society of Clinical Oncology ( ASCO ), 2013

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